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Il Bagnetto Verde - Storia
La Storia e le origini del Bagnetto Verde
È una ricetta nata nel XIX secolo
alla corte di re Carlo Alberto per insaporire la carne.
Giovanni Vialardi, che lavorò prima per Carlo
Alberto e poi per Vittorio Emanuele II, realizzò questa salsa ispirandosi
probabilmente a preparazioni già diffuse all’epoca, come quella descritta
dall’Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini d’Alba risalente ai primi
dell’Ottocento, a base di “petrosemolo", un po’ d’aglio tritissimo, un pocolino
di scorza di limone grattugiata, olio, aceto, e zucchero a piacimento, con
l’aggiunta di pane trito o midollo di pane ben stemperato se si vuole dare
più consistenza.
Ma il cuoco savoiardo eliminò il limone e preferì rendere il
bagnetto più corposo con l’aggiunta delle acciughe – già presente nel celebre
garum dei Romani a base di pesce fermentato con aceto – e dei tuorli, ottenendo
una salsa omogenea che utilizzò per accompagnare il sontuoso bollito misto alla
piemontese, un’autentica pietanza da re composta da sette tagli pregiati di
carne di manzo (scaramella, punta di petto, fiocco di punta, cappello da prete,
noce, tenerone e culatta) e frattaglie (lingua, zampa di maiale, cotechino),
cotti in acqua bollente appena salata con chiodi di garofano, cipolla, sedano,
carota, aglio intero e rosmarino.
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