PAT – Prodotti Agroalimentari Tradizionali
I prodotti agroalimentari tradizionali italiani (PAT) sono prodotti inclusi in un
apposito elenco, istituito dal Ministero
delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo (Mipaaft) con la collaborazione delle
Regioni. L'aggiornamento e la pubblicazione annuale dell'elenco sono a cura del
Ministero che ha anche il compito di promuoverne la conoscenza a livello
nazionale e all'estero. Nel 2019 in Italia sono presenti 5.128 prodotti PAT, e il
Piemonte detiene 367 specialità registrate.
La politica agraria "di qualità"
L'agricoltura italiana ha dovuto affrontare lo scenario
della politica agricola dell'Unione europea partendo da condizioni nettamente
svantaggiate.
L'agricoltura moderna, estremamente indirizzata verso la
meccanizzazione, richiede estensioni di terreno pianeggiante che in Italia
difettano, sia per la configurazione naturale orografica, sia per
l'antropizzazione spinta del territorio. Si uniscono a queste cause molti mali
endemici dell'agricoltura italiana.
Per reagire a questa situazione il MiPAAF ha deciso di puntare nettamente su settori di nicchia,
valorizzando i prodotti tradizionali in cui prodotti agricoli o
dell'allevamento venivano lavorati secondo antiche ricette.
Il requisito per essere riconosciuti come Prodotti
Agroalimentari Tradizionali (PAT) è
quello di essere «ottenuti con metodi di
lavorazione, conservazione e stagionatura consolidati nel tempo, omogenei per
tutto il territorio interessato, secondo regole tradizionali, per un periodo
non inferiore ai venticinque anni»
Ma è lo stesso ministero a riconoscere che tali
"prodotti di nicchia", di produzioni limitate in termini quantitativi
e relativi ad aree territoriali molto ristrette, tali da non giustificare una
DOP o una IGP, incontrano molte riserve in sede di Unione europea.
Questa in linea di
massima è «contraria a queste produzioni
e vieta la registrazione di marchi collettivi che contengano un nome geografico».
Il timore è infatti che si confondano con i prodotti DOP e IGP.
Il ministero ha pertanto rinunciato ad un ruolo attivo,
delegando tali compiti alle regioni, e conservando a sé stesso solo un ruolo di
controllo e quello della tenuta ufficiale del "libro". Comune a
livello nazionale è la suddivisione per categoria: «prodotti lattiero-caseari,
prodotti a base di carne, prodotti ortofrutticoli e cereali, prodotti da forno
e dolciari, bevande alcoliche, distillati».
Nell'elenco non possono figurare i prodotti insigniti dei
marchi DOP o IGP, mentre esiste una certa categoria "intermedia" dei
prodotti per i quali è in corso l'istruttoria di riconoscimento europeo.

Commenti
Posta un commento