Azienda Agricola Pozzo

Intervista  ad Elisa Pozzo
Noi di Cibo Verace abbiamo intervistato la Signora  Elisa Pozzo , dell’Azienda Agricola Pozzo, che ci ha fatto conoscere meglio la splendida realta’  della produzione del vino nella zona di Viverone che annovera marchi DOCG.
Si tratta di un’azienda di famiglia, situata sulle colline che si affacciano sul lago di  Viverone che grazie al suo particolare microclima e’ la zona ideale per la coltivazione delle uve. All’interno dell’Azienda Agricola vengono anche coltivati I kiwi della qualita’ Hayward, sono stati piantati ulivi ed hanno cominciato anche la coltivazione dello zafferano. Accanto alle vigne  storiche, dove le uve sono miste e nelle pergole si trovano erbaluce, nebbiolo e barbera, ci sono anche I nuovi impianti che sono a monovitigno, per facilitare la raccolta durante la vendemmia a seconda del grado di maturazione dell’uva.
Domanda: Che vini vengono prodotti nella vostra Azienda?
Risposta: nella nostra Azienda produciamo Erbaluce di Caluso DOCG, Passito DOCG, Rosso da uve miste (Denominazione a uvaggio misto) e Spumante con 100% uve  Erbaluce, sia a metodo classico che  Charmat.
La praparazione dello spumante a medodo Charmat non viene effettuata direttamente in Azienda, dato che  deve essere utilizzata un’autoclave per la spumantizzazione; il metodo classico invece  viene fatto autonomamente in cantina.
Domanda: Che tipo di vino e’ l’Erbaluce?
Risposta: L’Erbaluce e’ uno dei vitigni piu’ antichi del Piemonte ed e’ autoctono da lunga data, tanto che I Romani lo chiamavano Alba Lux.
Nel 1967 e’ diventato il primo vino a Denominazione di Origine Controllata piemontese ed era un vino tipico della zona, non conosciuto al di fuori del Piemonte, ma grazie alla sua qualita’ed alla cura che I viticoltori avevano , ha cominciato a farsi conoscere a livello nazionale e nel 2010 e’ diventato  DOCG.
Domanda: Ed il Passito?
Risposta: Per quanto riguarda il Passito, una volta veniva conservata dell’uva da consumarsi nel periodo di Natale. Nei mesi primaverili I grappoli avanzati venivano diraspati ed il mosto versato in piccolo botti. Da qui la nascita del Passito.
Per produrre il Passito, l’uva viene raccolta all’inizio di settembre ed I grappoli vengono messi in cassette di legno per fare passare l’aria sino a marzo, per ottenere un appassimento naturale. A questo punto I grappoli appassiti vengono pigiati ed il mosto viene travasato in piccole botti dove deve stare per un minimo di 4 anni. Oviamente piu’ tempo viene lasciato nelle botti, migliore sara’ la qualita’ del Passito. Questa Azienda ha imbottigliato il passito prodotto nel 2018, quindi parliamo di 8 anni di invecchiamento. Dal 2010 il Passito e’ passato da DOC a DOCG e le normative quindi sono cambiate: se prima si potevano produrre 130 quintali ad ettaro, adesso la quantita’ si e’ abbassata a 110 quintali. Questo comporta una minore quantita’ di uva ed una maggiore qualita’.
Domanda: Tutti gli anni producete Erbaluce e Passito?
Risposta: Non tutti gli anni vengono prodotti Passito e Spumante. Questo dipende da molti fattori: la quantita’ di pioggia caduta sul vigneto, la quantita’ di uva che la vite produce, il grado zuccherino e la qualita’.
Se un anno una vite ha prodotto molta uva, la pianta si deve riposare; per questo in inverno durante la potatura la pianta viene lasciata solo con un paio di rami per dare il tempo alla vite di rigenerarsi.
Domanda: che procedimento utilizzate per la produzione del vino?
Risposta: Il vino rosso viene prodotto da uve miste in botti di rovere, no barrique, che sono usate per fare maturare il vino per 5/6 mesi in modo da non  lasciare quel caratteristico gusto di legno che altrimenti avrebbe se lasciato in botte per tempi piu’ lunghi.
Il procedimento che questa Azienda utilizza per I suoi vini e’ quello della Criomacerazione:  dopo la vendemmia l’uva viene diraspata e messa nella botte a 3 gradi centigradi per 24/48 ore, dopodiche’ il mosto viene travasato.
Per quanto riguarda I “residui” della lavorazione, il raspi vengono smaltiti nelle vigne mentre le vinacce sono portate in una distilleria che utilizza  per la distillazione un antico alambicco di rame discontinuo a bagnomaria alla piemontese. Cosi’ facendo I distillati conservano un aroma piu’ profondo, che altrimenti si perderebbe se le vinacce fossero distillate con il processo moderno.
Domanda: come e’ strutturato il vostro servizio di vendita?
Risposta: la nostra Azienda effettua la vendita dei propri prodotti direttamente in cantina. Inoltre abbiamo strutturato un punto vendita per la stagione estiva sulla strada principale dove le persone possono fermarsi per la degustazione del vino, per l’acquisto ed anche per potere parlare direttamente con I produttori, e siamo ben lieti di raccontare come si arriva al prodotto finale e fare conoscere I prodotti del territorio, in collaborazione con Aziende Agricole Locali.
Domanda: Vorrebbe dare un messaggio finale?
Risposta: Il messaggio finale che vorremmo trasmettere e’ la riscoperta del territorio non solo da parte dei turisti, ma soprattutto degli abitanti locali. Il lago di  Viverone e’ patrimonio dell’UNESCO, inquanto si e’ trovato un sito palafittifico  e sono stati rinvenuti reperti archeologici, tra cui una piroga, che sono conservati nel Museo del Territorio a Biella e Torino. Sarebbe interessante se le scuole organizzassero gite sul territorio per fare scoprire ai bambini le loro radici e la loro cultura, incontrando I produttori locali, imparando a conoscere la natura che li circonda.
Un ruolo fondamentale dovrebbero averlo la Regione Piemonte e la Provincia di Biella per incentivare e promuovere le attivita’ che attualmente sono gia’ presenti.
Le Istituzioni dovrebbero servire per canalizzare al meglio le iniziative che vengono fatte e che, ora come ora, sono fini a se stesse, disconnesse e non pubblicizzate al meglio.
Creare delle filiere dove le Aziende che lavorano sul territorio si possano unire per fare conoscere I prodotti ad un sempre maggior numero di persone per incentivare e sviluppare anche il commercio e l’economia della zona.
Questo servirebbe anche per evitare che antiche tradizioni si possano perdere per mancanza di persone , mancanza di conoscenza , per una burocrazia sempre piu’ pesante che  opprime le piccole realta’ locali .
La redazione di Cibo Verace ringrazia la Sig.ra Pozzo per il tempo che ci ha dedicato e le auguriamo un buon lavoro.

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